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Dal nostro ultimo articolo, gli eventi in Serbia hanno subito una rapida accelerazione. Il governo sperava che le vacanze e la lunga pausa scolastica invernale avrebbero affaticato il movimento ma gli studenti, che stanno occupando le università, non hanno permesso al movimento di finire in una bolla di sapone. In risposta alle minacce, l’11 gennaio si è tenuta una grossa protesta di fronte agli uffici dei servizi segreti serbi. Gli studenti hanno continuato con la loro strategia, la quale prevedeva blocchi stradali della durata di 15 minuti per chiedere giustizia per le 15 persone uccise dal crollo della tettoia

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Pubblichiamo qui di seguito la prima parte della relazione di prospettive mondiali, tenuta da Jorge Martin martedì 28 gennaio, nel corso di una riunione del Comitato Esecutivo Internazionale dell’Internazionale Comunista Rivoluzionaria.

Il 28 gennaio, il Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) ha arrestato cinque attivisti contro la guerra ucraini, accusandoli di essere collegati al Fronte dei lavoratori dell’Ucraina (RFU). L’Internazionale Comunista Rivoluzionaria afferma la propria solidarietà a coloro che stanno affrontando la repressione dello Stato ucraino.

Nella sera del 4 febbraio, nel corso di una conferenza stampa congiunta con il primo ministro israeliano Netanyahu, il presidente americano Donald Trump ha proposto che gli Stati Uniti prendano il controllo di Gaza e costringano la sua intera popolazione (due milioni di palestinesi) a trasferirsi in altri “posti” (in Giordania e in Egitto), cosicché l’area possa essere ricostruita sotto forma di un’enclave internazionale, che ha descritto come “la Costa azzurra del Medio Oriente”.

Goma, la città più grande del Congo orientale, è caduta nelle mani del gruppo ribelle “M23”. Mentre scriviamo, non è chiaro quali parti della città siano sotto il controllo dei ribelli, ma il suono dei colpi di arma da fuoco che avevano riempito la città risultano essere cessati.

Da quando il Partito della Libertà d’Austria (FPÖ) – un partito di destra – ha ottenuto la maggioranza di voti alle elezioni dello scorso settembre, alcuni partiti dell’establishment hanno cercato disperatamente di formare una coalizione di governo per impedirne l’ascesa al potere. Ma nonostante gli sforzi, i negoziati tra il Partito Popolare Austriaco (ÖVP), il Partito Socialdemocratico d’Austria (SPÖ) e la Nuova Austria e Forum Liberale (NEOS) sono falliti.

Tacciono le armi a Gaza, per ora. Dopo quindici mesi, un accordo di cessate il fuoco ha posto fine all’uccisione genocida, che non ha conosciuto sosta, di decine di migliaia di palestinesi e alla distruzione quasi totale dell’enclave palestinese da parte dello Stato di Israele.

Donald Trump sarà di nuovo alla guida della più grande potenza imperialista della storia. Ha fatto promesse generiche su un ritorno della “grandezza” americana e ci sono grandi aspettative rispetto a un sovvertimento vero e proprio dell’odiato status quo.

Gli incendi disastrosi che stanno flagellando la città americana di Los Angeles hanno causato finora 24 morti e distrutto più di 12.300 edifici. Oggi, 16 gennaio, le fiamme ancora non sono state domate e i danni potrebbero aumentare nei prossimi giorni. Questa catastrofe è stata causata interamente dal sistema capitalista, dalla distruzione ambientale per il profitto e dalla gestione corrotta e caotica dell’emergenza da parte delle istituzioni borghesi e del “mercato”.

L’intera situazione mondiale è dominata da un’enorme instabilità nelle relazioni internazionali. Questo è il risultato della lotta per l’egemonia tra gli Stati Uniti, la più potente nazione imperialista al mondo, che è in un declino relativo, e altre potenze più deboli, ma pur sempre in ascesa, soprattutto la Cina, più giovane e dinamica.

Il regime siriano è caduto. Bashar al-Assad è fuggito dal paese. Il suo esercito ha deposto le armi e il suo governo ha capitolato. Le prigioni sono state prese d’assalto e migliaia di prigionieri sono stati liberati. Nel frattempo, migliaia di siriani sono scesi nelle strade per festeggiare.

Sotto i colpi della mozione di sfiducia presentata dal Nuovo fronte popolare, ieri il governo Barnier è caduto. Si apre un nuovo capitolo della crisi politica nel paese transalpino, i cui elementi fondamentali sono tratteggiati da questo articolo dei nostri compagni francesi, scritto alla vigilia della crisi di governo.

Il 23 novembre più di 500 militanti provenienti da tutta Italia hanno riempito le sale del Centro Congressi Frentani di Roma per l’assemblea di lancio del Partito Comunista Rivoluzionario. Questo appuntamento costituisce il momento finale di una campagna politica durata mesi, estesa da Trento a Messina; ma, soprattutto, rappresenta un punto di partenza e un appello rivolto a chiunque voglia mobilitarsi contro la diseguaglianza, la guerra e le infinite forme di oppressione generate dal sistema capitalista.