Giappone – Manifestazioni di massa contro il militarismo, qual è la strada da seguire? L’8 aprile, cinquantamila persone hanno protestato contro il progetto di riforma della costituzione giapponese del primo ministro Sane Takaichi, che porrebbe fine allo status del Giappone come paese “pacifista” e darebbe inizio ad un periodo di rimilitarizzazione aperta. Si tratta del più grande movimento di protesta nel corso degli ultimi anni e, per la prima volta, nelle strade c’erano principalmente giovani.
L’ipocrisia del “No alla guerra” alla “Mobilitazione progressista globale” di Barcellona Convocata sotto l’egida della “Mobilitazione Progressista Globale” e sotto la guida del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, la quarta edizione dell’incontro “In difesa della democrazia” si è tenuta a Barcellona dal 17 al 19 aprile. L’incontro è stato presieduto da Sánchez e ha visto la partecipazione di importanti leader nazionali quali Claudia Sheinbaum (Messico), Gustavo Petro (Colombia) e Lula da Silva (Brasile), tra gli altri.
La sconfitta di Trump in Iran e le conseguenze a livello globale La guerra in Iran, iniziata come una scommessa avventata di Trump, si sta trasformando in una sconfitta strategica di primaria importanza per l’imperialismo americano, che potrebbe avere gravi conseguenze per l’economia mondiale, per la posizione dell’America come potenza mondiale e per le relazioni mondiali in generale.
Il cessate il fuoco in Iran – L’umiliante marcia indietro di Trump “Una vittoria totale e completa. Al 100%. Non c’è alcun dubbio”. Con queste parole, Donald Trump ha descritto il cessate il fuoco della durata di due settimane con l’Iran annunciato ieri sera.
Trump di fronte a un dilemma insormontabile mentre l’Iran sta prevalendo A quattro settimane dall’inizio della guerra di aggressione di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, gli obiettivi bellici dell’imperialismo statunitense non solo non sono stati raggiunti, ma sembrano più lontani che mai. Trump si trova di fronte a una situazione impossibile. Se decidesse di limitare i danni e dichiarasse vittoria adesso, ciò rappresenterebbe un’enorme umiliazione per l’imperialismo statunitense e un duro colpo a livello personale. Ma qualsiasi tentativo di intensificare il conflitto sarebbe irto di pericoli e comporterebbe gravi rischi, con ben poche possibilità di successo. Al momento sembra che stia cercando di fare entrambe le cose contemporaneamente.
La rivoluzione cubana di fronte al momento più pericoloso della sua storia L’embargo petrolifero deciso da Trump il 29 gennaio sta asfissiando in maniera lenta ma inesorabile Cuba, che fa affidamento sulle importazioni di petrolio per il 60% della sua produzione di energia. Il governo cubano ha ammesso che si stanno svolgendo negoziati con gli Stati Uniti, ma questo sta avvenendo in condizioni di ricatto estremo da parte dell’imperialismo. Come possiamo difendere la Rivoluzione cubana?
Il Convoglio “Nuestra América” e la necessità di una mobilitazione della classe lavoratrice per la difesa di Cuba I nostri compagni della sezione messicana dell’Internazionale Comunista Rivoluzionaria sono parte attiva nella campagna di solidarietà per Cuba “Nuestra América”, ecco la loro dichiarazione.
Come la crisi globale sta rafforzando la Russia Mentre i commentatori dibattono sui prezzi del petrolio e fanno calcoli geopolitici, la realtà della guerra in Medio Oriente non si misura in grafici, ma in vite umane. In solo pochi giorni, sono state uccise più di mille persone. Tra di esse, sono morte 165 bambine in età scolare con i propri insegnanti, in attacchi contro le infrastrutture civili in Iran.
La guerra tra Iran e Iraq: la creazione della Repubblica iraniana Cogliendo l’occasione, il 22 settembre 1980 Saddam Hussein invase l’Iran. L’esercito iraniano si era in gran parte dissolto in seguito alla Rivoluzione iraniana del 1979 e la Repubblica Islamica, nata da meno di un anno, era ben lungi dall’aver consolidato il proprio potere. Gli islamisti dovevano affrontare l’arduo compito di ricostruire lo Stato borghese iraniano, dato che il potere rimaneva di fatto nelle strade.
Pakistan – Ehsan Ali e i dirigenti dell’AAC arrestati di nuovo con l’accusa di terrorismo Il compagno Ehsan Ali, presidente dell’Awami Action Committee (AAC) del Gilgit Baltistan e dirigente nazionale dell’Inqalabi Communist Party (Partito comunista rivoluzionario – RCP) in Pakistan, è stato arrestato la notte del 10 marzo nella sua casa di Gilgit, durante un raid della polizia. Successivamente, sono state perquisite le abitazioni di diversi altri leader dell’AAC e altri quattro sono stati arrestati, tra cui: Nusrat Hussain, Mehboob Wali, Nafees Advocate e Mehar Ali. Sono stati accusati di aver organizzato una riunione della direzione dell’AAC durante l’iftar [la cena che segna l’interruzione del ramadan, ndt], per discutere il funzionamento dell’AAC e pianificare le...
Germania – gli studenti scioperano contro la leva obbligatoria “I ricchi vogliono la guerra, i giovani vogliono un futuro!” era lo slogan principale col quale oltre 50mila studenti medi hanno scioperato il 5 marzo durante in oltre 140 città tedesche contro la reintroduzione del servizio militare obbligatorio da parte del governo tedesco. A Berlino erano poco meno di 10mila, ad Amburgo 5mila e a Monaco oltre 800. Questo fa seguito a una mobilitazione simile avvenuta il 5 dicembre dello scorso anno, in cui oltre 55mila studenti sono scesi in piazza.
La scommessa pesante di Trump sull’aggressione all’Iran si sta trasformando in un errore di calcolo catastrofico Ebbro del successo in Venezuela, Trump ha creduto che gli stessi metodi potessero essere usati per costringere l’Iran alla sottomissione. O tramite la minaccia di forza navale che, circondando il paese. avrebbe portato alla capitolazione, oppure sulla base di un blitz volto alla decapitazione dei vertici, con il quale si sarebbe prodotto un cambio di regime e sarebbe emersa una nuova leadership disposta a soddisfare le richieste degli imperialisti (una “Delcy a Teheran”, come la definirono alcuni).
La guerra all’Iran, dove si collocano i comunisti? La mattina di sabato 28 febbraio, Teheran è stata scossa da una serie di forti esplosioni quando missili statunitensi e israeliani hanno colpito la capitale dell’Iran. Nuvole di fumo sono state viste salire su Teheran, Qom e altre città iraniane, annunciando l’inizio della guerra.
Lavoratori di tutto il mondo, insorgete a difesa di Cuba! Cuba sta ora affrontando un blackout quasi totale dopo che Trump ha imposto un embargo petrolifero sull’isola. L’obiettivo è chiaro. L’imperialismo statunitense vede l’opportunità di schiacciare definitivamente la rivoluzione cubana dopo 67 anni di attacchi incessanti. È dovere del movimento operaio mondiale mobilitarsi in difesa della rivoluzione cubana.
Riunione della direzione della ICR – Obiettivo: 10mila comunisti organizzati! All’inizio di febbraio, mentre Trump concentrava la sua flotta nel Golfo Persico, le masse del Minnesota ingaggiavano una lotta frontale contro l’ICE e i crimini della classe dominante rivelati dai file di Epstein lasciavano il mondo inorridito, novanta dirigenti comunisti rivoluzionari da tutto il mondo si riunivano in Italia.