Riunione della direzione della ICR – Obiettivo: 10mila comunisti organizzati! All’inizio di febbraio, mentre Trump concentrava la sua flotta nel Golfo Persico, le masse del Minnesota ingaggiavano una lotta frontale contro l’ICE e i crimini della classe dominante rivelati dai file di Epstein lasciavano il mondo inorridito, novanta dirigenti comunisti rivoluzionari da tutto il mondo si riunivano in Italia.
Camaleonti e riformisti Nella definizione di camaleonte del dizionario Merriam Webster troviamo, tra le varie caratteristiche, la sua “insolita capacità di cambiare il colore della pelle”. Troviamo anche sinonimi di camaleonte, come “opportunista” e “banderuola” – “una persona o una cosa che cambia facilmente o spesso” e “una persona che cambia spesso le proprie convinzioni o il proprio comportamento per compiacere gli altri o per avere successo”.
Ibrahim Traoré, l’Alleanza degli Stati del Sahel e la lotta contro l’imperialismo in Africa Occidentale La creazione dell’Alleanza degli Stati del Sahel (Alliance des États du Sahel, AES) nel settembre 2023, in seguito a una serie di colpi di Stato in Mali, Burkina Faso e Niger, ha segnato un importante punto di svolta nella politica africana. Così facendo, queste tre nazioni hanno attuato una rottura decisiva dalla sfera di influenza occidentale e in particolare con il loro vecchio padrone coloniale, la Francia.
Lo sciopero generale del 2026 in Minnesota – Un punto di svolta storico Minneapolis è tornata ad essere l’epicentro della lotta di classe negli Stati Uniti. La città che ha scatenato la rivolta di George Floyd del 2020, il movimento per i diritti degli immigrati del 2006 e lo storico sciopero dei Teamsters del 1934 ha catturato l’attenzione di lavoratori e giovani coscienti di tutto il paese per tre settimane, e al momento la lotta non mostra alcun segno di rallentamento.
I curdi sotto assedio nel Rojava – Solo una lotta rivoluzionaria contro l’imperialismo può impedire un massacro! In Siria si sta preparando un massacro del Rojava e dei curdi. Il regime islamista, guidato da Ahmed al-Sharaa e sostenuto dall’Occidente, ha lanciato un’offensiva nel nord-est del paese e ha circondato la storica città-fortezza curda di Kobane, al confine settentrionale con la Turchia.
In Minnesota cresce la rabbia contro l’ICE – Preparare uno sciopero generale! Sono passate due settimane da quanto gli agenti dell’ICE hanno ucciso a Minneapolis la manifestante Renee Good, e il movimento che si è scatenato in risposta a questo omicidio continua a prendere slancio. Nella città che fu epicentro della rivolta per George Floyd nel 2020, i manifestanti si sono scontrati con la polizia e con gli sgherri dell’ICE. Lavoratori normali si stanno organizzando e stanno elaborando strategie per difendere i propri quartieri e colleghi di lavoro, mentre l’idea di uno sciopero generale cittadino ha fatto presa sull’immaginazione di un settore crescente della...
Incendio di Crans-Montana – Un inferno capitalista L’incendio di Crans-Montana è una delle più grandi catastrofi della storia svizzera. Tutta la classe politica cerca di presentare i 40 morti e 116 feriti come il risultato di un tragico incidente, paragonabile a un’inevitabile catastrofe naturale. Ma la verità è che questa catastrofe è interamente di origine umana. Trova la sua origine nella ricerca sfrenata e miope del profitto che anima il capitalismo.
Venezuela: Machado consegna il Premio Nobel a Trump – Il capo della CIA incontra Delcy Rodriguez Ogni giorno che passa dall’aggressione imperialista del 3 gennaio e dal sequestro del presidente venezuelano e di sua moglie porta nuove notizie, che rendono più chiara la situazione e che è necessario analizzare.
Respingere le minacce di Trump sulla Groenlandia – La lotta per la libertà della Groenlandia è una lotta per il socialismo Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vuole conquistare la Groenlandia. Sostiene che porterà la pace e darà l’indipendenza ai groenlandesi, ma è ovviamente una menzogna.
Imperialisti e Pahlavi – Giù le mani dall’Iran! Gli avvoltoi dell’imperialismo occidentale incombono sul regime iraniano. Donald Trump ha già minacciato di intervenire in Iran tre volte da quando le proteste hanno avuto inizio. Nel frattempo, lo Stato israeliano ha inviato messaggi sinistri attraverso l’account in lingua farsi del Mossad su X, tra cui: “Scendiamo in piazza insieme. Il tempo è giunto. Siamo con voi. Non solo da lontano e a parole. Siamo con voi anche sul campo”.
Il dono al mondo per l’anno nuovo di Donald Trump L’arrivo dell’anno 2026 non è stato salutato dallo stappo delle bottiglie di champagne, ma dal suono allegro degli esplosivi ad alto potenziale e dalle luci intense che hanno illuminato le strade addormentate della capitale venezuelana, offrendo ai suoi fortunati abitanti uno spettacolo pirotecnico spettacolare e assolutamente gratuito nel cuore della notte.
Iran – Per un’insurrezione su scala nazionale! Abbasso la Repubblica islamica! Il 29 dicembre, il rial iraniano ha toccato il minimo storico rispetto al dollaro, scatenando uno sciopero nei bazar di Teheran con imponenti cortei nelle strade principali che scandivano slogan come: “Chiudere, chiudere!”, “Morte al dittatore!”, “Morte ai prezzi alti!” e “Questo è l’ultimo messaggio: l’obiettivo è l’intero regime”.
L’attacco di Trump al Venezuela – Condannare questo atto di aggressione criminale! Dichiarazione della ICR Alle 2 del mattino dell’ora locale a Caracas, l’imperialismo statunitense ha lanciato un attacco criminale su suolo venezuelano. Ci sono resoconti che parlano di sei grandi esplosioni nella capitale Caracas. Ci sono stati attacchi militari anche a El Higuerote, Miranda, La Guaira e anche ad Aguara. Elicotteri militari statunitensi sono stati avvistati sopra Caracas. Trump ha annunciato che hanno catturato Maduro e sua moglie, e che sono stati deportati fuori dal paese. Delcy Rodriguez, vice presidente del Venezuela, lo ha confermato. Questo è quello che sappiamo ad ora.
Introduzione all’edizione brasiliana di “Storia della filosofia – una prospettiva marxista” “Senza teoria rivoluzionaria, non può esistere alcun movimento rivoluzionario” (Lenin, Che fare?)
Perù – Il processo contro Castillo rivela i limiti della “democrazia” borghese Il 27 novembre, Pedro Castillo, ex presidente del Perù, è stato condannato a 11 anni, 5 mesi e 15 giorni di reclusione per il reato di cospirazione a fini di ribellione, dopo aver annunciato il 7 dicembre 2022 lo scioglimento del Parlamento, la riorganizzazione del sistema giudiziario e la convocazione di un’Assemblea Costituente.