Nella notte di venerdì 5 giugno, uno dei principali dirigenti dell’Awami Action Committee (AAC) nell’Azad Kashmir, Sardar Umar Nazir, è stato vittima di un attentato nei pressi di Rawlakot. È riuscito a salvarsi per un soffio, poiché il proiettile lo ha colpito all’orecchio, mentre un attivista dell’AAC, Shahzeb Habib, è stato ucciso.
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In precedenza, quello stesso giorno, il governo dell’Azad Kashmir, su imposizione dello Stato pakistano, aveva annunciato la messa al bando dell’AAC e di tutte le sue attività, dichiarandolo un’organizzazione terroristica che diffonde l’anarchia. Il governo ha anche interrotto i servizi Internet e potrebbe estendere questa misura ai servizi di telefonia.
Dopo il tentato omicidio, centinaia di persone si sono immediatamente recate all’ospedale CMH di Rawlakot e hanno iniziato a protestare contro la repressione statale. La protesta è continuata fino al giorno successivo e altre proteste contro la repressione statale sono scoppiate in diverse città dell’Azad Kashmir. In risposta, la polizia e le forze paramilitari hanno arrestato più di 70 attivisti in diverse città. Ciò ha fatto infuriare le masse ancor di più e, in alcuni luoghi, la gente ha liberato gli attivisti in custodia della polizia, intonando slogan contro la repressione statale.
In un messaggio audio il giorno successivo, Umar Nazir ha esortato le masse a mantenere la calma di fronte alle provocazioni dello Stato, volte a soffocare questo movimento di milioni di persone nella violenza e nello spargimento di sangue. Ha invece invitato a proteste pacifiche. Ha anche accusato lo Stato pakistano di aver orchestrato il tentativo di assassinio ai suoi danni, attraverso le forze paramilitari inviate dal Pakistan pochi giorni prima, tra cui personale dei Rangers, della polizia del Punjab e della polizia di frontiera.
Nelle precedenti lunghe marce tenutesi negli ultimi tre anni, queste forze paramilitari hanno ucciso più di dieci attivisti e ne hanno feriti molti altri. Nell’ultima lunga marcia, quando la polizia locale si è rifiutata di aprire il fuoco sui manifestanti, queste forze paramilitari hanno ucciso alcuni agenti di polizia locali per rappresaglia.
Umar Nazir ha anche puntato il dito contro l’ISI (Inter-Services Intelligence) e gli altri servizi segreti pakistani, controllati dall’esercito e dotati di un proprio apparato di sicurezza parallelo per reprimere i movimenti di massa. Ha chiesto che tutti i responsabili di questo crimine vengano smascherati e assicurati alla giustizia.
Nel corso della giornata, tutti i punti di accesso all’Azad Kashmir dal Pakistan sono stati bloccati dalla popolazione e si sono verificati forti scioperi in molte città, tra cui Rawlakot. La direzione dell’AAC ha annunciato che le proteste continueranno fino a quando tutte le loro richieste non saranno soddisfatte.
9 giugno, lunga marcia verso Muzaffarabad
L’AAC-Kashmir ha annunciato una lunga marcia verso la capitale Muzaffarabad, a partire dal 9 giugno, per chiedere che il suo programma di rivendicazioni venga soddisfatto. Nonostante tre precedenti lunghe marce e numerose promesse da parte del governo, queste non sono ancora state pienamente accolte.
I preparativi per la lunga marcia sono in pieno svolgimento da diverse settimane ed è ormai evidente che questa sarà la più grande di sempre. Più di un milione di persone parteciperanno e sosterranno le loro richieste, con un sit-in davanti al Parlamento di Muzaffarabad.
I comitati locali in tutte le province dell’Azad Kashmir hanno tenuto riunioni preparatorie in cui discorsi infuocati e slogan rivoluzionari hanno rispecchiato la determinazione della popolazione. Gli slogan rivoluzionari durante queste riunioni sono stati per lo più guidati dal gruppo “Halla Bol” dei compagni del RCP del Kashmir, guidato dal compagno Umer Riaz. Questi slogan hanno elettrizzato l’intera atmosfera. Un clima di ribellione si è palesato durante le riunioni di centinaia di attivisti.
L’AAC aveva già ottenuto importanti vittorie, tra cui una riduzione di oltre il 90% del prezzo dell’elettricità e di oltre il 50% del prezzo della farina di grano. L’AAC ha inoltre chiesto la fine dello stile di vita lussuoso di burocrati e politici finanziato con denaro pubblico, nonché assistenza sanitaria e istruzione gratuite per ogni cittadino. L’AAC rivendica anche un impiego garantito o, in alternativa, un sussidio di disoccupazione per tutti.
Una delle principali rivendicazioni dell’AAC per questa lunga marcia è stata l’abolizione dei dodici seggi nell’assemblea riservati ai rifugiati che migrarono nelle aree del Pakistan al tempo della spartizione del 1947 e successivamente. L’AAC ritiene che l’attuale generazione di questi rifugiati sia ormai diventata cittadina del Pakistan e possa esercitare il proprio diritto di voto, mentre nell’assemblea dell’Azad Kashmir questi seggi rappresentano una fonte di corruzione e di insediamenti di burattini della classe dirigente pakistana attraverso elezioni fraudolente.
Di fatto, la corruzione e la natura obsoleta dell’intera assemblea di Muzaffarbad sono state messe a nudo da questo movimento di massa, che le autorità statali hanno dichiarato essere un’autorità parallela. L’AAC ha una struttura democratica in cui i rappresentanti eletti prendono tutte le decisioni, dai villaggi e dalle città locali fino al livello distrettuale e centrale.
Il comitato centrale di 31 membri, chiamato anche AAC Congiunto, è composto da tre rappresentanti per ciascuno dei dieci distretti e da un coordinatore centrale. È vero che l’AAC si sta sviluppando come una forza parallela ai dipartimenti statali, comprese le amministrazioni distrettuali e persino la polizia in alcune zone.
Il motivo è piuttosto semplice. Le istituzioni statali sono corrotte e marce fino al midollo, e la gente non ripone alcuna speranza in nessuna di esse. Di fatto, queste istituzioni sono fonte di soprusi e repressione continui per la gente comune, mentre per l’élite al potere rappresentano una fonte di protezione e prestigio.
Negli ultimi tre anni, l’AAC si è diffusa nelle aree più remote e, in preparazione di questa lunga marcia, sono state formate molte nuove sezioni dell’AAC in nuove località, man mano che sempre più persone si uniscono con entusiasmo e zelo rivoluzionario.
L’AAC ha anche smascherato la corruzione di tutti i partiti sullo scenario politico, strumenti fondamentali che la classe dominante utilizza per controllare le masse. Tutti questi partiti politici hanno lo stesso programma di saccheggio e corruzione, e di obbedienza ai dettami della classe dominante.
Ecco perché, quando è stata offerta una piattaforma alternativa, il popolo l’ha accolta con entusiasmo, respingendo tutti gli altri partiti. Negli ultimi tre anni, i leader di tutti questi partiti hanno messo da parte le loro divergenze personali in merito al saccheggio e alla depredazione delle risorse, e hanno attaccato congiuntamente l’AAC. Ciononostante, ogni volta il popolo li ha respinti.
Questo conflitto tra l’AAC da un lato e tutti i partiti politici dell’Azad Kashmir dall’altro è ora giunto allo scontro finale, poiché questa lunga marcia è prevista alla vigilia delle elezioni politiche. Appena un giorno prima del tentato assassinio di Umar Nazir, è stato annunciato il calendario elettorale, con l’inizio della campagna elettorale previsto il 9 giugno e il voto fissato al 27 luglio.
Questo annuncio ha chiaramente dimostrato che il governo ha respinto completamente le richieste di riforma elettorale dell’Azad Kashmir, per le quali si erano svolte diverse trattative tra le due parti. Ciò significa che ora nell’Azad Kashmir coesistono due forze parallele: da un lato l’AAC, che gode del sostegno di massa di un’ampia maggioranza della popolazione, espresso più volte attraverso lunghe marce e scioperi generali; dall’altro i partiti politici, tra cui il PPP al governo, il PML(N), il PTI, il JI, l’MC e altri, che hanno perso ogni consenso popolare.
In diverse occasioni, abbiamo visto come questi partiti non siano riusciti a portare la gente ai loro comizi e incontri. Nonostante gli sforzi frenetici, tutti i loro tentativi si sono rivelati un clamoroso fallimento. Ma nonostante questi fallimenti, le autorità statali vogliono imporre nuovamente questi partiti corrotti all’intera popolazione attraverso una farsa elettorale, dopo la quale verrà imposto un nuovo governo, dichiarato rappresentativo del popolo dell’Azad Kashmir. Ma questo sta diventando sempre più difficile per le autorità statali. È iniziato uno scontro decisivo.
L’AAC non si è dichiarato un partito politico né ha annunciato un manifesto programmatico, poiché al suo interno sono coinvolti attivisti di diversa estrazione politica. Inizialmente, quando il dibattito sulle elezioni ha iniziato ad aprirsi alcuni mesi fa, l’AAC non aveva preso posizione, ma gli eventi l’hanno spinto verso una posizione di netto contrasto con lo Stato su questo tema.
L’AAC ha chiesto ai suoi attivisti di non partecipare ad alcuna attività legata a queste elezioni e ha ribadito che chiunque partecipi alle elezioni non può prendere parte alle attività dell’AAC. Ha dichiarato che prenderanno in considerazione la partecipazione alle elezioni solo dopo che le loro richieste, comprese quelle relative alla riforma elettorale, saranno soddisfatte. Hanno inoltre annunciato una lunga marcia, con inizio il 9 giugno, data in cui avrebbe dovuto iniziare la campagna elettorale. Si tratta di un chiaro scontro con lo Stato, che vuole imporre questa farsa elettorale al popolo, mentre l’AAC sta smascherando la corruzione del percorso elettorale, che porterà ancora una volta al potere uno dei partiti politici corrotti, burattino della classe dominante, senza alcun sostegno tra le masse.
Questa situazione di stallo si sta trasformando in un dualismo di potere in cui l’AAC gode del sostegno di una schiacciante maggioranza della popolazione e potrebbe assumere il potere, ma non sembra intenzionata a farlo. D’altro canto, le istituzioni statali corrotte e il governo hanno perso ogni sostegno e legittimità agli occhi delle masse. Le autorità statali stanno usando ogni mezzo per aggrapparsi al potere e schiacciare il movimento a tutti i costi.
Il tentato assassinio di Umar Nazir è un chiaro segnale che non esiteranno a raggiungere il loro obiettivo. Inoltre, è stata scatenata una campagna diffamatoria contro l’AAC nei media pakistani. Tutti i principali giornalisti, ministri e altri politici corrotti stanno sputando veleno contro questo movimento popolare. Lo stanno definendo una cospirazione sponsorizzata dall’India e stanno etichettando questi attivisti pacifici come terroristi. I veri terroristi e nemici del popolo sono questi ministri corrotti e personaggi dei media, che stanno usando ogni trucco e menzogna per sabotare questo movimento.
L’Inqalabi Communist Party (RCP) in Kashmir ha partecipato attivamente a questo movimento fin dal primo giorno. Infatti, i compagni del RCP hanno costruito il primo AAC nella piccola città di Khaigala, vicino a Rawlakot, da dove si è poi diffuso in altre città e distretti.
Venerdì 5 giugno si è tenuto con successo un incontro preparatorio a Khaigala, in cui i compagni del RCP hanno svolto un ruolo di primo piano. Anche Umar Nazir è intervenuto all’incontro. Il compagno di spicco del RCP, Yasir Irshad, che ha partecipato quasi quotidianamente agli incontri dell’AAC nell’ultimo mese, è stato uno dei principali oratori.
Umar Nazir è stato aggredito dalla polizia mentre tornava dall’incontro. Questo incontro ha espresso lo stato d’animo ribelle dei partecipanti e la loro determinazione a ottenere tutte le rivendicazioni emerse durante questa lunga marcia. Si è discusso anche della presa del potere e del ruolo dello Stato borghese. Di fatto, questi temi sono stati portati avanti dai compagni del RCP in ogni riunione dell’AAC nell’ultimo anno, e il dibattito si è sviluppato tra ampi strati di attivisti.
Il RCP in Pakistan sta portando l’entusiasmo e l’energia di questo movimento in diverse città del Paese e sta organizzando incontri per discutere gli insegnamenti di questo movimento e come i lavoratori e gli studenti pakistani possano sostenerlo.
La via da seguire, tuttavia, deve essere una lotta unitaria del popolo contro lo Stato pakistano repressivo e i suoi padroni imperialisti. In sostanza, si tratta di una lotta per rovesciare il capitalismo, che è alla base di questo Stato e di tutti i problemi che affliggono le masse. Il RCP sta rafforzando le proprie forze per rovesciare questo sistema. Uno dei nostri compagni, Ehsan Ali, attualmente detenuto a Gilgit, ha fondato il primo AAC a Gilgit nel 2014, guidando un movimento di massa verso la vittoria. Questo movimento si è poi diffuso in Kashmir grazie ai compagni del RCP.
È molto probabile che, nel prossimo futuro, questo movimento in Kashmir si estenda a tutto il Pakistan. Proprio come i fiumi che scendono dalle montagne del Gilgit-Baltistan e del Kashmir fertilizzano le terre del Pakistan, così questo movimento di massa può diffondersi in queste regioni e trasformarsi in una forza rivoluzionaria di massa che combatterà la battaglia finale contro la classe dominante di questo paese e rovescerà il capitalismo attraverso una rivoluzione socialista.
Il RCP sta lavorando per raggiungere questo obiettivo ed è determinato ad affrontare ogni difficoltà sul nostro cammino.
• Viva l’AAC in Kashmir! Avanti verso la vittoria!
• Lottiamo contro la repressione dello Stato pakistano in Kashmir!
• Per l’arresto dei responsabili del tentato assassinio di Umar Nazir!
• Libertà per tutti gli attivisti dell’AAC arrestati!
• Morte al capitalismo!
• Viva il comunismo!
• Proletari di tutto il mondo, unitevi!




