Il rapper Macklemore è stato escluso da un tour statunitense con la popstar Ed Sheeran dopo aver preso posizione a favore della Palestina sul palco. Anziché ritirarsi in silenzio, ha reso pubblica la campagna coordinata che ha portato alla sua esclusione, spingendo tutti gli altri artisti di supporto ad abbandonare il tour in segno di solidarietà. Questo atto di sfida e di coraggio morale ha fatto eco a un sentimento crescente di disgusto nei confronti delle azioni genocide di Israele in Medio Oriente e dei tentativi maccartisti di messa a tacere il dissenso.

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Macklemore ha lanciato slogan di solidarietà con Gaza durante due concerti al MetLife Stadium nel New Jersey il 4 e il 5 settembre. Nella seconda serata, Macklemore ha fatto un discorso introduttivo di due minuti a “Hind’s Hall”, brano scritto a sostegno delle acampade studentesche per la Palestina del 2024:

“Una delle ragioni principali per cui ho voluto fare questo tour, in primo luogo, è stata proprio quella di potermi schierare in stadi come questo e dire due parole che mi stanno molto a cuore: Palestina libera. Ho detto: ‘Palestina libera!’. Voglio che quelle parole risuonino forte e chiaro, affinché le persone, da Gaza fino alla Cisgiordania occupata, sappiano che non le abbiamo dimenticate.“

Ha poi rivolto la parola a “tutti i miei fratelli e sorelle ebrei“, affermando che “criticare Israele, criticare l’apartheid, opporsi al genocidio non significa in alcun modo criticare voi“. Ha invocato la libertà per Cuba, il Libano, il Congo, il Sudan e l’Iran, nonché per “tutte le persone in America che devono vivere nella paura a causa di questa organizzazione, l’ICE“.

Il breve discorso di Macklemore contro l’ingiustizia e l’imperialismo è stato piuttosto moderato nei toni e non ha fatto alcun riferimento specifico ai numerosi crimini di Israele. Ma sentire le parole “Palestina libera” sembra essere stato sufficente per fare schiattare di rabbia i sostenitori di Israele più ipersensibili.

Campagna diffamatoria

L’Israeli American Council (IAC) ha lanciato una petizione per chiedere che il rapper fosse escluso dalle restanti date del tour di Sheeran. Anche personaggi dell’industria musicale filoisraeliani come Boy George e Pink si sono uniti al coro di condanne; quest’ultima ha ripubblicato su Instagram un post dell’account ferocemente sionista “StopAntisemitism”, accusando Macklemore di tendere un’imboscata ai fan con “propaganda anti-Israele”.

Man mano che la campagna diffamatoria si intensificava, hanno iniziato a circolare immagini del 2014 in cui Macklemore sarebbe vestito come una “caricatura stereotipata delle persone di religione ebraica” per “dimostrare” il suo antisemitismo. Le scuse e le spiegazioni di Macklemore riguardo all’incidente del 2014 erano state persino accettate all’epoca dall’Anti-Defamation League. Questa “prova” vecchia di un decennio non ha nulla a che vedere con l’attuale isteria; è stata riesumata per screditare Macklemore a causa del suo sostegno alla Palestina.

Come c’era da aspettarsi, lunedì scorso è stato annunciato che Macklemore è stato escluso dalle restanti date del tour. A differenza di molte altre celebrità e personaggi pubblici trovatisi in questa situazione, non si è né scusato né ha fatto marcia indietro. Al contrario, ha smascherato il modo in cui l’establishment limita la libertà di espressione per proteggere i propri interessi.

La “cancel culture” sionista smascherata

In un lungo post su Instagram, Macklemore ha spiegato che Ed Sheeran ha ricevuto una telefonata da Robert Kraft, miliardario amministratore delegato del Kraft Group e proprietario del Gillette Stadium di Boston.

“Ed mi ha detto che Kraft gli aveva comunicato che non mi sarebbe stato permesso di esibirmi in quello stadio“, ha scritto Macklemore. “Kraft si era consultato con alcuni degli altri proprietari di stadi e, di comune accordo, avevano dato a Sheeran un ultimatum: se Macklemore rimane nel tour, non ti sarà permesso di esibirti nelle nostre sedi.“

In altre parole, una cricca di ricchi proprietari di stadi e palazzetti nella “Terra della Libertà” ha ricattato il promotore di Sheeran affinché censurasse un artista che si esprimeva contro il genocidio. Kraft risulta inoltre citato negli “Epstein Files”, presumibilmente per aver cercato uno degli avvocati di Jeffrey Epstein come difensore dopo essere stato accusato di aver adescato prostitute (secondo Forbes), sebbene non sia mai stato incriminato.

Una volta che la notizia è trapelata, Kraft ha confermato che a Macklemore era stato vietato di esibirsi al Gillette Stadium a causa delle sue “azioni recenti, del materiale condiviso dal palco durante i concerti di Ed Sheeran nel New Jersey e di una storia più lunga di retorica e immagini antisemite che riteniamo siano state profondamente offensive e dolorose per la comunità ebraica”.

A questo punto, Sheeran avrebbe potuto sfruttare la sua notevole fama e la minaccia di una perdita di introiti per opporsi a questo oltraggioso attacco alla libertà artistica. Invece, ha ceduto come un budino e Macklemore è stato escluso dal tour.

“[Ed] mi ha detto che le parole ‘Palestina libera’ e l’immagine della bandiera palestinese erano offensive per molte persone con cui aveva parlato”, ha scritto Macklemore. “Gli ho risposto che se quelle parole fossero state più offensive dell’omicidio di decine di migliaia di bambini palestinesi da parte di Israele, allora ci sarebbe stata una fondamentale discrepanza tra la posizione di quelle persone e la mia.“

Sheeran ha successivamente negato ogni responsabilità, affermando che la decisione spettava al suo promotore. Riguardo al conflitto in sé, Sheeran ha insistito: “Non sono complice“. Ha condannato “la sofferenza e il dolore causati da entrambe le parti” e ha ribadito che “solo perché scelgo di non esprimermi pubblicamente […] non significa che non me ne importi nulla“.

Ma come ha affermato la portavoce del Partito Comunista Rivoluzionario Fiona Lali in un’intervista a LBC, questa pretesa di neutralità è ridicola. Con “entrambe le parti”, Sheeran si riferisce all’esercito meglio equipaggiato del Medio Oriente, armato e rifornito dai paesi più ricchi del mondo, e a una popolazione civile per lo più disarmata, che è stata decimata da tre anni di guerra genocida. Dietro le sue parole ambigue, Sheeran è complice della censura e ha di fatto preso posizione: dalla parte dell’oppressore.

Sheeran ha inoltre affermato di non voler “abbandonare la troupe del tour e gli altri artisti di supporto e musicisti che contano su di me per lavorare e guadagnarsi da vivere”. Tuttavia, tutti gli altri artisti di supporto del tour, tra cui Finneas Eilish, Lukas Graham e Aaron Rowe, si sono ora ritirati in segno di solidarietà con Macklemore. In una dichiarazione su Instagram, Rowe ha affermato:

“[Come] irlandesi, conosciamo fin troppo bene il genocidio, la carestia forzata e l’occupazione violenta. Non posso restare a guardare e permettere che i miliardari usino la loro posizione di potere per mettere a tacere le voci legittime di chi si oppone al genocidio israeliano e al brutale omicidio di bambini. Perderei ogni rispetto per me stesso se continuassi col tour come se nulla fosse.“

Sheeran, un codardo di prima categoria, si è ritrovato addirittura senza la band che lo accompagnava nel tour, i Beoga (membri del movimento Irish Artists for Palestine), che si sono a loro volta ritirati.

Ieri, Macklemore ha messo ulteriormente alle strette i suoi censori impegnandosi a donare l’intero milione di dollari dei suoi guadagni netti derivanti dal tour di Sheeran a “sei organizzazioni che operano direttamente a sostegno del popolo palestinese“, invitando Kraft a fare una donazione di pari entità. “Qualunque sia il nostro disaccordo, forse su questo possiamo essere d’accordo: le vite dei palestinesi meritano di essere tutelate.“

Kraft ha poi affermato che Sheeran gli aveva parlato e aveva promesso di donare 2 milioni di dollari di tasca propria come “aiuto alla regione per combattere questa crisi umanitaria”. Il cantante ha chiesto a Kraft di fare lo stesso, nel tentativo disperato ed evidente di mettere la parola fine a questo disastro d’immagine fuori controllo.

Questo rappresentante della classe di Epstein ha dichiarato, sulla difensiva, di aver “dedicato gran parte della mia vita a costruire ponti tra tutte le persone” e che “tutte le vite meritano di essere protette“, sebbene la sua dichiarazione non lo impegnasse effettivamente a sborsare nemmeno un centesimo.

A dare una piccola indicazione dello stato d’animo tra i giovani che seguono la scena musicale, Macklemore ha guadagnato 750mila follower su Instagram negli ultimi due giorni, mentre Sheeran ne ha persi 150mila. Ma può consolarsi con l’aver conquistato almeno un nuovo fan, dopo che l’”attivista” anti-migranti finanziato da Israele Tommy Robinson gli ha offerto il suo “sostegno”.

“Tenere la politica separata dall’arte”?

Un’obiezione sollevata dall’IAC, da Pink e dallo stesso Sheeran è che un concerto pop “non è il luogo adatto” per dichiarazioni politiche. In un’intervista a BBC Radio 4 nel Regno Unito, l’amministratore delegato dell’IAC Elan Carr ha definito lo slogan “Palestina libera” un “commento antisemita” e ha affermato che la “libertà di espressione” non dava a Macklemore “il diritto di rovinare un concerto“.

Questo è assolutamente ridicolo. Gli artisti musicali hanno sempre promosso cause politiche durante i loro spettacoli, e Macklemore era già ben noto per le sue posizioni a favore della Palestina. Del resto, nessuno si è lamentato quando l’Eurovision, il più grande concerto di musica pop dal vivo al mondo, è stato utilizzato come piattaforma per diffondere propaganda a favore della guerra in Ucraina per sei nauseanti ore nel 2022. Paul McCartney ha sventolato una bandiera ucraina durante la sua esibizione a Glastonbury quello stesso anno.

A quanto pare, quindi, non è la politica in sé, ma la politica “sbagliata” che dovrebbe essere tenuta fuori dai concerti pop; in questo caso, bandire qualsiasi riferimento a una delle peggiori ingiustizie della nostra epoca.

Inoltre, tutti i principali partiti politici occidentali hanno appoggiato la guerra genocida di Israele, così come tutti i principali organi di informazione. Poiché nessuno offre voce alle masse, è toccato a una piccola manciata di artisti come Macklemore, Bob Vylan e Kneecap dare sfogo all’indignazione pubblica per le azioni di Israele. Tutti hanno subito conseguenze professionali e legali per averlo fatto: Bob Vylan è stato scaricato dal proprio agente e il governo britannico ha citato in giudizio i Kneecap (perdendo la causa).

Nonostante questa gogna professionale e legale, i capitalisti non riescono a invertire la tendenza dell’opinione pubblica. Al contrario, i loro tentativi di censura stanno sortendo l’effetto opposto.

Libertà di espressione

Macklemore si è spinto un passo oltre rispetto ai suoi colleghi artisti. Anziché limitarsi a usare la sua arte e il palco per “sensibilizzare” sugli orrori perpetrati in Palestina, ha mostrato al mondo come l’establishment cerchi di controllare ciò che le persone possono dire, sentire e pensare.

L’intera vicenda ha toccato nel profondo milioni di lavoratori e giovani che sono inorriditi non solo dal massacro in Medio Oriente, ma anche dal senso di arrogante superiorità di Israele e dei suoi potenti sostenitori all’estero, che difendono costantemente il genocidio per poi atteggiarsi a vittime.

Il motivo per cui Israele gode di tanta impunità e influenza è che rappresenta un pilastro del potere imperialista in Medio Oriente, che le nostre classi dominanti sentono di dover difendere a tutti i costi.

Nello stesso momento in cui Macklemore veniva escluso dal tour di Sheeran, Donald Trump approvava una spedizione di munizioni pesanti del valore di 2,8 miliardi di dollari destinata a Israele, finanziata dai contribuenti statunitensi. Nel frattempo, i lavoratori americani devono affrontare i prezzi in forte aumento alla pompa di benzina e al supermercato.

Non c’è da stupirsi che, in un’inversione di tendenza storica, ci siano più americani che hanno un’opinione negativa di Israele rispetto a quelli che ne hanno una positiva. Questa tendenza è ancora più marcata tra gli under 30. La stessa tendenza di crescente simpatia per i palestinesi si osserva in un paese imperialista dopo l’altro, compresa la Gran Bretagna e in tutta Europa.

Episodi fortuiti, come la messa a tacere di stampo maccartista di Macklemore, stanno impartendo a milioni di persone – e ai giovani in particolare – un’importante lezione sui limiti della libertà di parola e dell’espressione artistica nell’attuale sistema capitalista. I crimini di Israele e la sua politica di caccia alle streghe contribuiranno alla radicalizzazione di un’intera generazione.