Due settimane dopo il terremoto politico in Sassonia-Anhalt, le elezioni regionali a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore hanno inferto un altro duro colpo alla coalizione di governo CDU-SPD. Il cancelliere Friedrich Merz si trova in una posizione difficile. Visibilmente scosso la notte delle elezioni, ha promesso di portare avanti il programma di “riforme” del suo governo – ovvero: un attacco a tutto campo alle pensioni, alla sanità e ai ricoveri in strutture residenziali.
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Ricapitoliamo. Il 6 settembre, il partito borghese della CDU, che guida il governo di coalizione al potere, ha subito una sconfitta decisiva alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, perdendo 20 punti percentuali, passando dal 37% dei voti del 2021 a appena il 17%. Il partito populista di destra reazionario AfD ha ottenuto una netta vittoria, conquistando oltre il 43% dei voti.
Domenica, nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, la CDU ha ottenuto meno del 5% dei voti, subendo una sconfitta schiacciante. Non avendo raggiunto il quorum necessario, per la prima volta nella storia il partito non sarà rappresentato nel parlamento regionale! Come già accaduto in Sassonia-Anhalt, l’AfD ha ottenuto la maggioranza relativa in questo Land del nord-est, conquistando oltre il 38% dei voti, 21 punti in più rispetto a quanto ottenuto nelle elezioni del 2021.
A Berlino è stato il partito di sinistra Die Linke a vincere le elezioni con il 25% dei voti, più del doppio del risultato ottenuto nel 2023: in un’elezione caratterizzata da un’affluenza superiore alla media, ha aumentato la propria quota di voti da 185mila a 480mila Nelle elezioni del 2023, la CDU era il partito più votato con il 28% dei voti, ma ora è crollata al 18%. Anche i suoi partner di coalizione a livello nazionale, l’SPD, hanno subito un crollo di un terzo, attestandosi a un misero 12%.Parte del successo elettorale di Die Linke a Berlino è derivato dal fatto che ha condotto una campagna incentrata sulla questione cruciale degli alloggi, promettendo di rafforzare i diritti degli inquilini, di nazionalizzare tutte le grandi proprietà immobiliari e di introdurre il controllo degli affitti – come richiesto da un referendum popolare cinque anni fa.
I risultati in entrambe le regioni rappresentano uno schiaffo al governo di coalizione CDU-SPD, formato nel maggio 2025. I partiti considerati anti-establishment stanno guadagnando terreno in modo spettacolare, sia che si collochino a destra (come nel caso dell’AfD) sia a sinistra (come nel caso di Die Linke a Berlino).
Crisi politica ed economica
Dai risultati elettorali emergono diversi altri aspetti interessanti. In entrambi i casi si è registrato un netto divario di genere . Pari al 10%: gli uomini erano più propensi a votare per l’AfD, mentre le donne tendevano a votare per le opzioni di sinistra e di centro-sinistra. La retorica sessista dei partiti populisti di destra è giustamente percepita come una minaccia per le donne, in particolare per le giovani, il che le spinge a sinistra.
Anche per quanto riguarda l’età si osserva una netta differenza nei modelli di voto. Gli elettori più anziani erano più inclini a sostenere i partiti tradizionali, come l’SPD e la CDU, mentre i giovani hanno votato in modo schiacciante per partiti considerati alle estreme, sia a destra che a sinistra, come l’AfD e Die Linke.
Ad esempio, nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, mentre Die Linke ha perso voti nel complesso (classificandosi al quinto posto con l’8% dei voti), tra i 16-24enni è il secondo partito e ha ottenuto il 24% dei voti – secondo solo all’AfD con il 34%.
Per quanto riguarda la categoria professionale, l’AfD è risultato il partito più votato tra gli operai in entrambe le elezioni: il 51% nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e il 29% a Berlino.
Questi risultati metteranno sotto crescente pressione la coalizione di governo CDU-SPD. A livello nazionale, l’AfD registra ora il 29% nei sondaggi (9 punti in più rispetto alle elezioni dello scorso anno), mentre la CDU si attesta al 20% (8,5 punti in meno) e l’SPD al 13% (tre punti in meno).
Non è difficile capirne il motivo. La coalizione dei principali partiti dell’establishment sta affrontando una crisi economica estremamente grave, in cui ogni mese vengono persi 15.000 posti di lavoro nell’industria. Questa coalizione sta attuando un massiccio programma di controriforme alla sanità e alle pensioni, aumentando al contempo la spesa militare, alimentando l’isteria bellica anti-russa e buttando miliardi in quel buco nero che è la guerra in Ucraina.
La guerra in Ucraina svolge un ruolo cruciale nella crisi politica ed economica. Le sanzioni contro la Russia hanno inferto un duro colpo all’industria e ai consumatori tedeschi sotto forma di aumento dei prezzi dell’energia. La produzione industriale nei settori ad alto consumo energetico è diminuita del 15%. A ciò si aggiunge l’ascesa della Cina come gigante industriale tecnologicamente avanzato che sta sempre più superando l’industria tedesca in termini di competitività: la Germania, che un tempo registrava un surplus commerciale con la Cina, ora presenta un deficit commerciale.
La propaganda dell’AfD contro il finanziamento della guerra in Ucraina e a favore del ripristino delle relazioni commerciali con la Russia si è rivelata molto popolare. Come potrebbe non esserlo? Naturalmente, questa propaganda si accompagna alla ricerca reazionaria di capri espiatori tra i migranti e ad altre politiche reazionarie contro le donne, a favore dei «valori familiari tradizionali» e così via.
La strategia del “cordone sanitario” – composto da tutti i partiti dell’establishment, impopolari – con l’obiettivo di fermare l’ascesa dell’AfD, si è rivelata un completo fallimento. Se “democrazia” e “Repubblica” significano tagli di posti di lavoro, inflazione, infrastrutture fatiscenti, non sorprende che molti scelgano di ignorare gli appelli a difendere queste istituzioni screditate.
Un segno di ciò che verrà
La vittoria della Linke a Berlino è significativa. Dimostra nella pratica che il sentimento anti-establishment può essere incanalato anche verso sinistra, se la sinistra offre politiche radicali per affrontare i problemi sociali ed economici che affliggono la classe operaia e i giovani – in questo caso principalmente la questione dell’accessibilità degli alloggi.
Ma il partito è frenato dalla sua disponibilità a partecipare a questo cosiddetto “cordone sanitario”, il che di fatto significa che sta sostenendo il governo capitalista reazionario che sta sferrando un attacco contro la classe operaia. Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Die Linke è già il partner minore in una coalizione con la SPD. In Sassonia-Anhalt, il partito si è detto disposto a consentire un governo di minoranza a guida CDU.
Die Linke è inoltre chiaramente divisa sulla questione della solidarietà con la Palestina e dell’opposizione al genocidio perpetrato da Israele, con la direzione che si oppone a queste politiche. Ciò può avere un grave impatto sulla formazione di un governo a Berlino, dove i Verdi hanno già dichiarato di non essere disposti a collaborare con un partito “antisemita”.
Queste tre elezioni – e quelle che seguiranno in futuro – offrono un’istantanea della situazione in Germania. L’economia capitalista più potente d’Europa, che dal 2011 al 2015 ha sfruttato la crisi del debito dell’euro per imporre misure di austerità monetariste e anti-operaie alle economie più deboli di Portogallo, Spagna, Italia e, soprattutto, Grecia, si trova ora al centro della tempesta causata dalla crisi irrisolvibile del capitalismo.
Il rapido crollo del consenso nei confronti del governo di grande coalizione CDU-SPD, giunto al potere solo nel maggio 2025, è il risultato di questa situazione. Entro i limiti del capitalismo, non c’è soluzione.
Merz si trova in una situazione impossibile. È ora il cancelliere più impopolare della storia moderna della Germania e, attualmente, il leader mondiale eletto più impopolare. Ciò non è dovuto a qualche sua caratteristica personale, sebbene queste possano contribuire, ma piuttosto al fatto che sta presiedendo alla peggiore crisi del capitalismo tedesco degli ultimi decenni. Che rimanga o venga cacciato senza tanti complimenti, questo fatto fondamentale non cambierà, e ciò non farà che provocare ulteriore instabilità politica e lotta di classe. La Grecia del 2011-2015 sta arrivando in Germania.
L’ascesa dell’AfD è un riflesso distorto e reazionario della rabbia anti-establishment che si sta sviluppando nella società tedesca. L’ascesa di Die Linke a Berlino, in particolare tra i giovani, riflette una rabbia simile all’estremo opposto dello spettro politico.
n diversi Länder come parte di governi di coalizione che hanno attuato politiche anti-operaie. Ha una posizione deplorevole sulla Palestina e ha votato al Consiglio federale (Bundesrat) a favore della modifica costituzionale rispetto al freno all’indebitamento richiesta dal gabinetto di Merz, al fine aumentare massicciamente le spese militari.
Ciò che serve in Germania, e altrove, è una chiara alternativa comunista rivoluzionaria contro il marcio sistema capitalista nel suo complesso. Ciò significa una lotta intransigente contro i governi “liberali” e di “coalizione democratica” al potere che stanno attuando attacchi di austerità contro la classe operaia, non una collaborazione con essi nei cosiddetti “freni democratici”.




