Italian translation of
International Appeal – for the nationalisation of Airbus-EADS
(March 16, 2007)

Da alcune settimane i lavoratori di Airbus sono
in lotta per la difesa del posto di lavoro, minacciato da una pesante
ristrutturazione annunciata dall'azienda. Abbiamo tradotto un appello
internazionale di solidarietà promosso dalla redazione della rivista
marxista francese
La Riposte e dal sito marxista internazionale In Defence of Marxism.

Invitiamo
i nostri lettori a sottoscrivere e a far circolare quest’appello,
indicando nome cognome, città e ogni eventuale carica a livello
politico o sindacale e inviando il tutto a
redaction2@lariposte.com
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e per conoscenza a
redazione@marxismo.net
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Il piano “Power 8”
prospetta la chiusura o il trasferimento di sei stabilimenti e la
perdita di 10 mila posti di lavoro in tutta Europa. Un esempio
illuminate sulla brutalità della “legge del mercato”, che in realtà è
una vera e propria legge della giungla. Con un semplice tratto di penna
i miliardari che controllano Airbus hanno gettato nella disperazione
decine di migliaia di lavoratori.

Ai diecimila
addetti che il consiglio di amministrazione di Airbus vuole licenziare
bisogna aggiungere quelli delle aziende dell’indotto: fornitori,
appaltatori ed altro. Tutta la struttura dell’economia verrà
severamente colpita laddove i tagli sono più pesanti. Solo a Tolosa,
dove sono stati annunciati 1100 licenziamenti, la minaccia di restare
senza lavoro incombe sulle teste di migliaia di altri lavoratori.

Airbus
ha realizzato in questi anni ingenti profitti. Le ordinazioni sono al
completo per i prossimi sei anni. Dalla privatizzazione, avvenuta nel
1999. l’azienda ha aumentato i dividendi a favore dei propri azionisti
del 18% all’anno. La direzione di Airbus ci dice che vuole concentrarsi
nel “settore strategico”, esternalizzando sempre più posti di lavoro.
In realtà vediamo come, per quanto riguarda gli affari, la questione
strategica sia garantire il massimo dei profitti per gli azionisti. Ciò
significa che questi ultimi non possono aspettare 5, 10 o 15 anni per
avere un ritorno rispetto ai propri investimenti.

I
sottoscrittori di questo appello chiedono la trasformazione di Airbus
Eads in un’azienda pubblica, in Francia e in tutta Europa. L’azienda
deve essere controllata e gestita dai lavoratori. Le sue strategie di
sviluppo devono tenere conto non dell’avidità dei suoi azionisti ma dei
bisogni e degli obiettivi del settore industriale in questione,
determinati democraticamente dai lavoratori stessi, e nella gestione
dell’azienda i rappresentanti eletti dai lavoratori devono avere un
ruolo dominante a tutti i livelli.

Il carattere
internazionale di Airbus evidenzia la necessità di un piano di
produzione democratico e razionale, libero dai condizionamenti della
competizione capitalista. Respingere il piano “Power 8” implica una
mobilitazione che coordini tutti i lavoratori nei loro rispettivi
paesi. Respingiamo fermamente ogni tentativo di mettere i lavoratori
gli uni contro gli altri sulla base della nazionalità. Non importa da
dove arrivi una pressione di questo genere: la divisione della classe
operaia fa solo il gioco dei sostenitori del piano “Power 8”.

Numerosi
esponenti politici e del mondo sindacale chiedono che lo stato assuma
una presenza maggiore in Airbus. I presidenti di diverse regioni
governate dal partito socialista hanno proposto la loro entrata nel
gruppo Airbus. Questa proposta non centra assolutamente il bersaglio,
Da una parte non affronta per nulla i contenuti del piano “Power 8” e
dall’altra propone di riempire le casse di una compagnia privata con
fondi statali e regionali, cioè spendere soldi pubblici per soddisfare
l’ingordigia degli azionisti. Si nazionalizzano le perdite e si
privatizzano i profitti!

Altrettanto
inaccettabile è ogni ipotesi di rilevare le quote dei maggiori
azionisti, che hanno già depredato largamente le riserve dell’azienda,
. Airbus-Eads è il prodotto della fatica dei propri lavoratori. Sono in
grado di sviluppare l’azienda aeronautica ancora meglio una volta che
questa sarà tolta dal controllo dei suoi azionisti, che desiderano
solamente dissanguarla. I lavoratori devono impadronirsi della gestione
dell’azienda.

I sottoscrittori del presente
appello richiedono il ritiro senza condizioni del piano “Power 8” e la
nazionalizzazione di Airbus-Eads, senza indennizzo per i grandi
azionisti. No al trasferimento o alla chiusura degli stabilimenti! No
ai tagli all’occupazione! Per un’industria aeronautica che sia di
proprietà pubblica e sotto il controllo e la gestione democratica dei
lavoratori.

16 marzo 2007

Primi firmatari:

Hubert Prevaud (delegato sindacale Cgt – Airbus Tolosa)
Giovani Comunsti Haute Garonne