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  • Università marxista internazionale 2020 – La forza delle idee!

    L’Università marxista è finita così come è iniziata: con uno straordinario entusiasmo rivoluzionario! Nel corso di questo evento, quasi 6500 persone si sono registrate da più di 115 Paesi; la sessione di apertura è stata visualizzata 10.000 volte; e sono stati raccolti più di 250.000 euro di offerte. È stato il più grande evento marxista internazionale a recente memoria, con il più alto livello di discussione politica che si possa trovare.

  • Pakistan – Il compagno Amin da Karachi vittima di un’ondata di rapimenti volta a schiacciare il dissenso

    Mentre la crisi economica in Pakistan si dirige verso una catastrofe, con milioni di persone gettate nell’estrema povertà e a rischio della vita a causa della fame e delle privazioni, anche la repressione statale sta raggiungendo livelli senza precedenti. Ogni modalità di espressione di dissenso e rabbia viene strangolata. L’attivista della Progressive Youth Alliance, il compagno Amin, è una delle tante persone rapite da questo stato brutale. Rilasciate Amin!

  • Serbia: le proteste e la violenza dello stato rivelano la crisi del regime di Vučić

    Una settimana dopo aver celegrato una schiacciante vittoria elettorale, il regime del presidente Aleksandar Vučić e del Partito progressista serbo si trovano ad affrontare un crescente scontento e disordini. Ci sono molte ragioni legittime per questi disordini. La maggior parte della popolazione è arrabbiata per la gestione della crisi del COVID-19, pessima e criminale, ed è profondamente preoccupata per l’imminente disastro economico. In autunno, quasi 300mila lavoratori potrebbero perdere il lavoro. Tuttavia, le proteste che scoppiano in tutto il paese sono per lo più amorfe, di dimensioni relativamente ridotte e senza chiare richieste. Ciò facilita i provocatori della destra e una

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  • La morte del movimento di massa a Hong Kong

    La scorsa settimana, il governo cinese ha drasticamente ridotto i diritti democratici dei cittadini di Hong Kong imponendo sul territorio una nuova “Legge sulla sicurezza nazionale”. In un modo o nell’altro, il regime cerca disperatamente di porre fine al modello “Un Paese, due Sistemi” e ottenere su Hong Kong e sulla sua popolazione lo stesso controllo che Pechino esercita sul paese nel suo insieme.

  • David Harvey contro la rivoluzione: la bancarotta del “marxismo” accademico

    David Harvey è un professore universitario e un geografo che si definisce marxista. Le sue serie di video-conferenze sul Capitale sono state viste da centinaia di migliaia di persone, una nuova generazione di giovani che si sono interessati al marxismo sulla scia della crisi del 2008. Per questi motivi, la sua recente affermazione di essere contrario al rovesciamento rivoluzionario del capitalismo ha logicamente suscitato scalpore.

  • “È solo l’inizio”. La zona occupata di Seattle e lo sciopero dei portuali del 19 giugno

    Il 19 giugno, l’International Longshore and Warehouse Workers Union (ILWU, il sindacato dei portuali), un sindacato combattivo di 42.000 membri, ha chiuso 29 porti lungo la costa occidentale degli Stati Uniti e del Canada, per mezzo di uno sciopero di 8 ore dei lavoratori. Lo sciopero è stato organizzato per dimostrare la solidarietà del movimento operaio con le vite dei neri dopo l’omicidio di George Floyd ad opera della polizia di Minneapolis, e si è tenuto il 19 giugno, anniversario dell’emancipazione degli ultimi schiavi degli Stati Uniti nel 1865.

  • Stati Uniti: cosa deve fare la classe operaia per mettere fine al terrore poliziesco?

    Nelle ultime settimane, gli Stati Uniti si sono avvicinati più che in qualsiasi altro momento a un chiaro sconvolgimento rivoluzionario. L’omicidio razzista di George Floyd da parte della polizia di Minneapolis ha innescato un movimento di proporzioni enormi, liberando decenni di malcontento che si era accumulato e giungendo perfino a livelli insurrezionali in molte città. L’ondata di proteste si è moltiplicata in modo esponenziale nelle ultime due settimane, con quasi 1.400 tra città, piccoli centri e aree suburbane che hanno assistiti a presidi e manifestazioni.

  • La rivolta scuote gli USA: raccogliendo tempesta

    «E poiché hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta.» (Osea, 8:7)

    Le scene drammatiche provenienti dagli USA hanno scioccato l’opinione pubblica e hanno avuto un riverbero in tutto il mondo. Nelle strade di molte città americane, un gran numero di lavoratori e giovani sono passati all’azione. Uno stato d’animo di rabbia bruciante e incontrollabile si è impadronito della popolazione

  • Usa: che fare dopo che la frusta della reazione non è riuscita a intimidire le masse?

    Negli ultimi due anni, sono sono stati uccisi dalla polizia più neri americani rispetto agli americani uccisi in combattimento in Afghanistan negli ultimi 18 anni. Negli ultimi tre anni sono stati uccisi dalla polizia più neri americani di quante persone siano state uccise negli attacchi dell’11 settembre 2001. Se a questo aggiungiamo una devastante crisi economica e una pandemia, è facile capire perché si sia raggiunto un punto critico in cui la rabbia e l’umiliazione accumulate nei secoli si riversano oggi per le strade.

  • Lo scontro tra i capitalisti nella ricerca del vaccino per il Covid-19

    Visti imiliardi di dollariinvestiti per la creazione di un vaccino per il Covid-19, gli imperialisti sono solo interessati a proteggere la loro proprietà intellettuale e a regolare i conti tra di loro. Nel frattempo, organismi globali come l’OMS rivelano ulteriormente la loro impotenza di fronte a questa emergenza sanitaria pubblica internazionale.

  • ASSEMBLEA – “It aint a riot, it’s a revolution” in collegamento da Minneapolis

    L’assassinio di George Floyd da parte della polizia di Minneapolis ha scatenato una furiosa ondata di proteste in tutti gli Stati Uniti. Trump ha attaccato e provocato il movimento, ma le forze repressive hanno perso il controllo in diverse città.

  • USA: Infermieri del Massachusetts in prima linea nella battaglia contro il Covid-19

    Con i casi del nuovo coronavirus che continuano ad aumentare e nessuna stabilizzazione in vista, gli infermieri in Massachusetts si sono trovati a combattere non solo il virus per mantenere se stessi e i loro pazienti sani e salvi. Tra l'inettitudine e l'inazione del governo e le barriere alle cure create dagli amministratori e dagli azionisti ospedalieri, gli infermieri stanno esercitando il loro potere collettivo e utilizzando le risorse del loro sindacato per assumere il controllo sui servizi di fornitura, supporto e assistenza agli operatori sanitari. Le azioni degli infermieri dimostrano chiaramente la tempestività e l'efficacia delle esigenze di controllo dei lavoratori.

  • Minneapolis – L’omicidio della polizia fa esplodere la rabbia

    Il sistema capitalista razzista ha prodotto ancora una volta la medesima tragedia, fino alle ultime parole, di supplica,  proferite sia da George Floyd che da Eric Garner a Staten Island, “I can’t breathe” (non riesco a respirare). Ciò ha scatenato alcune delle più grandi proteste che l’area di Minneapolis abbia mai visto. Mobilitazioni simili si sono già estese in altre città come Los Angeles e Memphis.

  • Un’ondata di rabbia insurrezionale travolge gli Stati Uniti

    L’assassinio da parte della polizia di George Floyd – un uomo di colore disarmato, ammanettato da quattro agenti a Minneapolis prima di essere soffocato a morte – ha scatenato un’ondata di proteste in tutto il paese, che sono sfuggite al controllo delle forze dell’ordine in diverse città. Dopo gli omicidi di Ahmaud Arbery e Breonna Taylor, questa è l’ultima di una serie infinita di uccisioni da parte della polizia ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, scatenando uno tsunami di furia repressa contro tutte le ingiustizie della società americana. La necessità si è espressa attraverso il caso – anche se l’omicidio di Floyd non è stato certo una casualità.

  • Messico – La classe dominante minaccia il governo di López Obrador

    Il governo di sinistra di Andrés Manuel López Obrador cerca di coniugare gli interessi e le aspirazioni delle masse che l’hanno portato al potere con le esigenze della borghesia. Nonostante i tentativi di placare la classe dominante, questa non si fida di AMLO e vuole rovesciare il suo governo.

  • L’impotenza dell’OMS e le relazioni tra Cina e Stati Uniti

    La crisi del COVID-19 sta mettendo in luce i limiti delle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), intrappolati tra gli interessi dell’imperialismo statunitense e cinese in competizione tra loro. Come un ombrello pieno di buchi, sono inutili proprio quando sarebbero più necessarie.
    Venerdì 8 maggio, l’ONU non è stata in grado di approvare una risoluzione sulla pandemia di coronavirus. Ciò significa che, a quattro mesi dall’inizio della più grande crisi globale dalla seconda guerra mondiale, l’organizzazione il cui scopo è presumibilmente quello di favorire la cooperazione globale non ha nulla da dire o da fare al riguardo.

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  • In difesa del diritto del popolo del Kashmir a decidere il proprio destino!

    La seguente dichiarazione della Tendenza marxista internazionale affronta l’oppressione incessante e brutale del Kashmir. Abbasso l’imperialismo! Per la lotta dei lavoratori per la liberazione del Kashmir! Per una Federazione socialista dell’Asia meridionale!

  • Libano in crisi – La rivoluzione deve continuare!

    Martedì 28 aprile – in quella che i manifestanti hanno chiamato “la notte delle molotov” – i lavoratori si sono riversati nelle strade del Libano in una aperta dimostrazione di forza contro il governo. Le masse sono di nuovo in piazza per chiedere una soluzione alla terribile situazione economica che il Paese deve affrontare.

  • Brasile – Bolsonaro acuisce la crisi delle istituzioni borghesi

    In Brasile il governo Bolsonaro è dilaniato da spaccature e crisi. La classe dominante è irrimediabilmente divisa sulla pandemia del coronavirus e sulla calamità economica che il paese deve affrontare.

  • USA: Bernie Sanders e le lezioni del “Dirty Break” – Perché i socialisti non dovrebbero candidarsi tra le fila del Partito Democratico

    La crisi economica e la pandemia hanno reso particolarmente evidente come il capitalismo statunitense non rappresenti un’eccezione rispetto all’andamento generale della situazione politica. Come accade in tutto il resto del mondo, anche il sistema politico americano è soggetto a cambiamenti bruschi e improvvisi.