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  • La diga è crollata. Mezzo milione in piazza per Gaza, ed è solo l’inizio!

    Le manifestazioni e lo sciopero del 22 settembre segnano un punto di svolta decisivo. Tutta la rabbia e il disgusto accumulati di fronte alle azioni sempre più feroci dello Stato di Israele, tutto lo sdegno verso la complicità e l’ipocrisia rivoltante del governo italiano e dei governi occidentali, si sono infine riversati nelle manifestazioni che hanno dilagato in tutto il paese.

  • Gran Bretagna – La più grande manifestazione di destra da decenni, un atto d’accusa nei confronti della sinistra

    La gigantesca manifestazione di destra “Unite the Kingdom” di sabato 13 settembre nel Regno Unito segna un punto di svolta. La sinistra ha subito una sconfitta umiliante. Ne sono colpevoli i dirigenti della sinistra riformista e del presunto partito “marxista” Socialist Workers Party.

  • Fermare il genocidio a Gaza! Rovesciare Netanyahu e lo Stato sionista

    Sta prendendo corpo un ampio movimento contro il massacro di Gaza e a difesa del popolo palestinese. È una scossa nello stagnante quadro politico italiano che salutiamo con entusiasmo e in cui investiamo e investiremo le nostre forze. Questo movimento si estenderà perché esprime un sentimento di massa profondo, una viscerale esasperazione per gli orrori a cui assistiamo in diretta dalla Palestina, che non trovava un canale per esprimersi e finalmente è esploso.

  • Francia – il 10 settembre, la prima scossa

    Mentre pubblichiamo quest’articolo della sezione francese dell’ICR, il movimento iniziato il 10 settembre continua, con assemblee generali nelle università in tutto il paese, assemblee e iniziative sindacali sui luoghi di lavoro in preparazione della prossima giornata d’azione indetta per il 18 settembre.

  • I governanti tremano mentre le masse nepalesi cercano di distruggere il sistema

    In Nepal, i manifestanti hanno dato fuoco al parlamento federale, alla Corte Suprema, alle sedi dei partiti politici e alle case dei politici di lungo corso. Il primo ministro si è dimesso, insieme con tutta una serie di ministri. L’esercito sta evacuando i politici dalle loro case. Dopo aver sopportato per anni una povertà opprimente, la gioventù nepalese ne ha avuto abbastanza. Ed è entrata nell’arena della storia.

  • Israele si divide mentre Netanyahu si addentra sempre più nel genocidio di Gaza

    Questa settimana [articolo del 21 agosto, Ndt], Israele è stato attraversato da una “giornata nazionale di scxiopero” dopo che Netanyahu ha annunciato la conquista e l’occupazione di Gaza, firmando a tutti gli effetti le condanne a morte dei rimanenti ostaggi.

  • Indonesia – La protesta si allarga dopo l’uccisione di un tassista

    Lunedì, apparentemente dal nulla, migliaia e migliaia di giovani sono scesi in piazza in Indonesia. Si sono radunati di fronte al palazzo del parlamento, hanno affrontato coraggiosamente centinaia di agenti di polizia armati di cannoni ad acqua e hanno gridato “Abbasso il parlamento!”. Gli scontri nelle strade tra i manifestanti e la polizia sono continuati fino a mezzanotte. Al mattino, 400 persone erano state arrestate, tra cui circa 200 studenti medi.

  • Elezioni in Bolivia – Spostamenti di natura tettonica nello scenario politico

    Per la prima volta in 20 anni, il Movimento per il Socialismo (MAS) in Bolivia ha perso le elezioni presidenziali – e non è stata una sconfitta qualsiasi. Dopo aver ottenuto quasi il 55% dei voti nel 2020, il MAS ha raggiunto a malapena il 3%.

  • Il significato del vertice in Alaska

    Le notizie provenienti dall’Alaska hanno provocato violente reazioni in tutte le capitali d’Europa. Mi riferisco, ovviamente, non ai cittadini comuni, ma a quella speciale élite di uomini e donne saggi che amano definirsi i nostri capi di governo.

  • Forgiati nella turbolenza: il primo congresso dell’Internazionale Comunista Rivoluzionaria

    Stiamo vivendo una crisi del capitalismo senza precedenti. La disuguaglianza ha raggiunto livelli record. Attualmente ci sono più guerre che in qualsiasi altro momento dalla Seconda guerra mondiale. E l’economia mondiale è impantanata nella stagnazione, nell’inflazione e in un debito schiacciante. Ora, con la rielezione di Trump, l’intero edificio dell’ordine postbellico – del dominio incontrastato degli Stati Uniti – sta cominciando a sgretolarsi.

  • Il nuovo partito di Jeremy Corbyn: cosa significa e quale atteggiamento dovrebbero assumere i comunisti nei suoi confronti?

    L’annuncio della fondazione di un nuovo partito da parte di Jeremy Corbyn e Zarah Sultana, giovedì 24 luglio, ha suscitato una forte ondata di sostegno ed entusiasmo.

  • La Russia emerge rafforzata dalla guerra in Ucraina, con profonde implicazioni per l’imperialismo occidentale

    L’Europa pagherà in maniera PESANTE, come dovuto, e sarà la tua vittoria”, ha scritto tronfio a Donald Trump il segretario generale della Nato Mark Rutte. Infatti, la NATO, l’alleanza delle potenze imperialiste occidentali, ha concordato di aumentare la propria spesa per la “difesa” al 5 per cento del PIL entro il prossimo decennio, nel corso del recente vertice all’Aia. Senza dubbio, i padroni dell’industria bellica europea avranno gioito.

  • Medio oriente: guerra o pace?

    C’era un tempo in cui la diplomazia internazionale era una faccenda relativamente stabile; indubbiamente complessa, ma allo stesso tempo abbastanza prevedibile. Le grandi potenze decidevano la politica in maniera piuttosto cinica, in linea con i propri interessi nazionali.

  • Abbasso la guerra contro l’Iran! Abbasso l’imperialismo statunitense!

    “ORA È IL MOMENTO DELLA PACE”, ha scritto sabato scorso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul social Truth. Lo stesso giorno, gli Stati Uniti hanno sferrato il più grande attacco militare contro l’Iran della storia moderna. Trump ha ricevuto l’appoggio dei leader europei, compreso il suo obbediente servitore a Downing Street; tutti hanno invitato l’Iran a dare prova di ‘moderazione’, a “allentare la tensione” e a tornare al tavolo dei negoziati.

  • Guerra all’Iran: “Quelli che dio vuole distruggere, prima li fa impazzire”

    Mentre scrivo queste righe, l’attenzione del mondo intero è concentrata su un solo uomo. Ogni sua parola viene studiata, dissezionata e analizzata nei minimi particolari, nella speranza che si possa trarne un qualche indizio su cosa ciò voglia, o non voglia, dire.