Il Convoglio “Nuestra América” e la necessità di una mobilitazione della classe lavoratrice per la difesa di Cuba

I nostri compagni della sezione messicana dell’Internazionale Comunista Rivoluzionaria sono parte attiva nella campagna di solidarietà per Cuba “Nuestra América”, ecco la loro dichiarazione.


Cuba si trova attualmente sull’orlo di una crisi umanitaria a causa dell’embargo petrolifero imposto dagli Stati Uniti e della loro campagna imperialista di minacce e attacchi contro l’America Latina. Gli Stati Uniti mirano a riconquistare il proprio dominio sulla regione e a scacciarne i propri rivali economici e politici: Russia e Cina.

[Pubblicato originariamente su marxismo.mx]

Questo blocco energetico è la continuazione degli attacchi che gli Stati Uniti hanno sferrato contro Cuba negli ultimi 67 anni. Prima della vittoria della rivoluzione nel 1959, Cuba rappresentava un bottino da saccheggiare per gli imperialisti; la rivoluzione cubana riuscì a espropriare i capitalisti e i proprietari terrieri dell’isola, avviando un’economia pianificata che portò a miglioramenti nelle condizioni di vita e nel livello di sviluppo del popolo cubano.

Questa lunga serie di sanzioni non ha avuto altro scopo che quello di paralizzare l’economia del paese e soffocare completamente il popolo cubano, facendolo precipitare in una crisi umanitaria al fine di destabilizzare Cuba, costringere il governo a negoziati in linea con gli interessi statunitensi, smantellare le conquiste della Rivoluzione cubana e ripristinare il capitalismo sull’isola.

Le città e i paesi dell’intera Cuba sono stati colpiti da interruzioni di corrente (poiché gran parte della produzione di elettricità dipende dal petrolio), che hanno avuto un grave impatto sulla vita quotidiana del popolo cubano. Hanno compromesso la loro capacità di cucinare e conservare il cibo, trasportare merci o accedere ai servizi sanitari pubblici negli ospedali. Allo stesso tempo, Cuba dipende fortemente dal turismo e la mancanza di carburante per l’aviazione ha avuto un impatto diretto sull’economia di questa piccola isola caraibica. Questo fatto dimostra ancora una volta che è la classe lavoratrice a pagare il prezzo della guerra imperialista con la fame e la miseria. In questo contesto, è necessaria la solidarietà di classe.

È stata recentemente lanciata una campagna per raccogliere generi alimentari da inviare a Cuba tramite il convoglio “Nuestra América”. Il convoglio è salpato dai porti di Progreso, nello Yucatán, e di Isla Mujeres, nel Quintana Roo, il 19 e 20 marzo. È diretto all’Avana per trasportare tonnellate di generi alimentari, medicinali essenziali, prodotti per l’igiene e pannelli solari per le infrastrutture energetiche di base. Il Partido Comunista Revolucionario esprime il proprio sostegno al convoglio “Nuestra América” e condanna qualsiasi tentativo da parte dell’imperialismo statunitense di intercettare le imbarcazioni.

Le nostre sezioni nello Yucatán e nel Quintana Roo si sono unite agli sforzi per la raccolta degli aiuti, guidate dal principio della solidarietà di classe internazionale. La solidarietà deve essere collegata a un programma rivoluzionario in grado di spiegare le cause profonde della crisi, smascherare i responsabili e definire un programma politico in grado di trasformare la situazione. Proprio come è la classe operaia a pagare per la crisi dei capitalisti, è anche esclusivamente la classe operaia organizzata che può accorrere in difesa dei nostri fratelli e sorelle a Cuba. Le stesse forze che in questo momento stanno bloccando Cuba stanno lanciando minacce contro il Messico con il pretesto di combattere il traffico di droga.

Oltre a garantire che gli aiuti umanitari raggiungano Cuba, è della massima importanza intraprendere un’azione politica. Ciò include la distribuzione di volantini nei punti di raccolta, l’organizzazione di manifestazioni e incontri nelle scuole e nei luoghi di lavoro per chiedere sostegno al convoglio e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla reale situazione a Cuba, rafforzando al contempo l’organizzazione dei lavoratori. Dobbiamo anche mobilitarci per garantire che l’idea dell’invio di petrolio dal Messico a Cuba attecchisca nell’opinione pubblica, in modo che la pressione sociale possa controbilanciare quella degli imperialisti e costringere il governo a compiere tale passo.

Di fronte al blocco imposto dagli Stati Uniti, abbiamo visto il governo messicano cedere alle pressioni imperialiste, con l’interruzione delle spedizioni di petrolio a Cuba, un atto di totale subordinazione agli interessi statunitensi. La retorica della difesa della sovranità nazionale di cui si vanta la “Quarta Trasformazione” (il progetto politico lanciato dal Presidente precedente, Andrés Manuel López Obrador – AMLO, nel 2018, Ndt) suona vuota di fronte a questi fatti. Questo governo si sta piegando alle pressioni delle grandi imprese, sia nazionali che imperialiste.

Ribadiamo quindi che possiamo contare solo sull’unità di classe. Siamo noi, i lavoratori, che – fermando la produzione attraverso azioni come uno sciopero generale e organizzando manifestazioni di massa nelle strade – possiamo esigere che il nostro governo revochi il blocco e invii immediatamente petrolio a Cuba. Senza energia, l’isola non potrà sopravvivere. Esigiamo che il petrolio venga inviato subito!

Iniziative umanitarie come la consegna di generi alimentari tramite il convoglio “Nuestra América” sono essenziali, poiché dimostrano la solidarietà del popolo messicano e internazionale con i nostri fratelli e sorelle a Cuba e il loro sostegno alla rivoluzione. Forniranno un aiuto immediato per soddisfare i bisogni primari della popolazione in crisi. Tuttavia, i nostri sforzi non devono limitarsi all’invio di aiuti umanitari, poiché questi prima o poi finiranno, mentre gli attacchi imperialisti contro Cuba continueranno. Dobbiamo incanalare la nostra solidarietà in un’organizzazione di classe che esiga dal governo messicano il ripristino immediato delle forniture di petrolio a Cuba; l’unico modo per raggiungere questo obiettivo è attraverso un movimento di massa del popolo messicano, dei suoi sindacati e delle sue organizzazioni di massa, della sua gioventù e dei suoi contadini.

Come comunisti, la nostra posizione è chiara: difendere la Rivoluzione cubana significa difendere il diritto dei popoli all’autodeterminazione. Solo la classe operaia internazionale può lottare per trovare una via d’uscita dalla crisi, sia per Cuba che per i popoli del mondo. Il destino della Rivoluzione cubana dipende dalla diffusione della rivoluzione socialista in tutta l’America Latina.

  • Abbasso l’embargo imperialista!
  • Esigiamo l’invio immediato di petrolio a Cuba da parte del governo Sheinbaum!
  • Giù le mani dal convoglio “Nuestra América”! Per la mobilitazione di massa della classe operaia in caso di attacchi!
  • Giù le mani da Cuba e dall’America Latina!

Join us

If you want more information about joining the RCI, fill in this form. We will get back to you as soon as possible.